Il signor Roggero, gioielliere, nel sollecitare, insieme a Nordio, Salvini, Vannacci, la grazia dal Capo dello Stato, ha citato, senza nominarli, due casi, a conferma dell’opportunità di graziare lui: Nicole Minetti e Alaa Faraj. Di Nicole Minetti sappiamo tutto e ognuno può giudicare da sé. Invece di Alaa Faraj sappiamo poco anche se la stampa ne ha parlato in quest’occasione.
Alaa era un ragazzo libico di vent’anni, quando, undici anni fa (undici anni che ha passato in carcere), è venuto in Italia con un carico di migranti particolarmente sfortunato, di cui si è scoperto all’arrivo che tutti quelli chiusi nella stiva, 49, erano morti prima o durante il viaggio. Poiché era libico, e in Italia si pensa che i libici non abbiano bisogno di emigrare, hanno deciso che doveva essere lo scafista. E poiché, sempre in Italia, si continua a confondere gli scafisti con i trafficanti, e lui parlava solo arabo, ma non c’era un interprete, lo si è condannato a 30 anni di carcere, considerandolo responsabile di quelle morti.
Io so che è innocente, non solo perché ho letto il suo libro “Perché ero ragazzo”, e lo trovo molto convincente, ma perché so, come tutti possono sapere, che gli scafisti sono dei poveri cristi, migranti come i loro compagni, ma più poveri di loro, a cui i servi dei trafficanti (che, loro sì, non hanno bisogno di emigrare, ma si godono i milioni guadagnati con i legnivecchi che mettono in mare) fanno uno sconto sull’altissimo prezzo del viaggio, se accettano di guidare la barca o fingere di farlo. Se sono delle schiappe, la barca si rovescia e affogano con gli altri. Se si danno un po’ da fare, magari se la cavano anche loro (vedi il bellissimo film “Io Capitano!”). Io so che Alaa è innocente perché il reato di scafismo è immaginario, e perché gli scafisti non sono complici dei trafficanti, ma loro prime vittime.
A questo giovane uomo, che ha già fatto 11 anni di prigione, il Presidente Mattarella ha concesso 10 anni di grazia, lasciandogliene altri 10 da scontare. Per fortuna, nel frattempo è stata decisa la revisione del suo processo.
Il paragone dunque non regge. Ma se reggesse, il signor Roggero dovrebbe farsi prima almeno 8 anni di galera e poi chiedere, per gli ultimi 4, la grazia di passare in famiglia il resto dei suoi giorni.
Perché, dopo tutto, ha ucciso per la strada due ladri che scappavano, e a uno, quando ed era già a terra, lo ha preso a calci in testa. Azione che tuttora giustifica con la paura che i ladri avevano fatto a sua moglie.
La destra, si sa, ama e perdona i suoi. Li vorrebbe tutti in parlamento. Ma, per Roggero, aspetti almeno qualche anno. Magari uscirà un po’ più umile e compassionevole, come Alemanno.
Ginevra Bompiani
19 luglio 26